L’origine della legge dell’attrazione

La legge nel XX secolo





Col tempo la legge prese parecchi nomi ma soprattutto venne utilizzata per più fini. C’è chi la studia per trovare l’illuminazionee c’è chi la studia per vivere la vita terrena al meglio. Napoleon Hill, con il suo libro “Pensa e arricchisci te stesso”, è il propulsore di quella schiera di seguaci della legge per i quali è importante raggiungere ricchezza monetaria e successo professionale. Ma a parte l’applicazione della legge su un livello diciamo un po’ più materiale è anche un promotore del positivismo (il pensiero positivo).
Un altro esponente di questa filosofia è certamente Neville Goddard il quale spiega la teoria della legge attraverso le sacre scritture e gli insegnamenti di Gesú. I suoi testi sono appassionati e illuminanti e ricchi di spunti, consigli e alcuni esercizi.
Louise Hay con il suo libro “Puoi guarire la tua vita” (1984) è la antisignana dei libri di auto-aito per eccellenza. La teoria della legge dell’attrazione nei suoi scritti è applicata sopprattutto al rapporto mente-corpo. Se il corpo è malato è perché c’è qualche scompenso a livello mentale. I suoi scritti sono basati sull’amore incondizionato e sulle affermazioni positive (pare che lei stessa sia guarita da un cancro all’utero praticando la tecnica delle affermazioni positive).

Un commento su “L’origine della legge dell’attrazione
  1. Questa osservazione si riferisce tra l’altro alla scoperta di Newton, supportata da dimostrazione matematica, che se la legge dell’inverso del quadrato si applica a piccole particelle, allora anche una grande massa sferica simmetrica attrae masse esterne alla sua superficie, anche da molto vicino, proprio come se tutta la propria massa fosse concentrata nel suo centro.

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